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Incidenti stradali: distrazione e cattive abitudini le cause principali

18 maggio 2017

sicurezza

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Incidenti stradali: distrazione e cattive abitudini le cause principali. Come ci comportiamo al volante? Quali sono le principali abitudini e gli errori più comuni?

Lo studio

Dal recente studio realizzato da Dekra (organizzazione mondiale di consulenza sulla sicurezza automotive), il Rapporto 2016 sulla sicurezza stradale, è emerso che circa il 90% degli incidenti stradali è causato da cattive abitudini, distrazioni ed errori mentre si è al volante. A corollario della ricerca, Dekra hastilato una sorta di memorandum per i protagonisti della strada, affinché la percentuale degli incidenti stradali si avvicini quanto più possibile allo zero.

Premesso che il veicolo deve essere sempre efficiente e sicuro, gli esperti individuano tre macro-aree che interessano la sicurezza stradale.

Il fattore umano

L’attenzione è la migliore strategia di sicurezza. Per cui, una precoce educazione stradale, già a partire dalle scuole primarie, può fornire per i futuri utenti i “pilastri” sui quali costruire una formazione solidae. Inoltre, per un significativo passo in avanti sulla sicurezza stradale, dovrebbero essere uniformate, nell’Unione Europea, le procedure di verifica e le regole della circolazione stradale.

A tal proposito, è indispensabile impedire l’accesso alla guida a chi ha alcool nel sangue, a chi è sotto effetto di medicinali debilitanti o sotto quello di sostanze psicotrope.

Sul numero di incidenti stradali interviene anche un altro fattore: la cintura di sicurezza. La percentuale di passeggeri che la allacciano dovrebbe arrivare al 100%, grazie anche all’ausilio di controlli adeguati o dispositivi non eludibili. Per i bambini, inoltre, occorre cintura di sicurezza e seggiolino apposito, conforme all’altezza e al peso.

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La tecnologia

Un aiuto al fattore umano può arrivare dalla tecnologia. Una maggiore diffusione sul mercato dei sistemi di assistenza alla guida elettronici e una loro flessione dei prezzi, può essere di grande aiuto. Ad esempio:

  • il riconoscimento della distrazione o stanchezza del guidatore
  • l’avviso al guidatore quando inizia a sbandare nella corsia
  • l’informazione sulla pressione dei pneumatici, la limitazione dell’utilizzo dello smartphone
  • l’informazione automatica del servizio di emergenza, i sistemi di sensori che rilevano ostacoli, sistemi anticollisione (sistemi Pre-Crash)
  • la regolazione automatica della velocità per mantenere una distanza di sicurezza tra i veicoli vicini.

Sono tutti sistemi elettronici che stanno via via entrando a far parte della tecnologia delle nostre auto. A questo proposito, Dekra osserva che sarebbe necessaria una maggiore apertura, da parte delle fabbriche d’auto, all’accesso ai dati per la verifica dei sistemi elettronici delle organizzazioni preposte al controllo. Anche l’utilizzo intensificato dei registratori di incidenti (Event Data Recorder, la cosiddetta “scatola nera”) per chiarire la dinamica degli eventi può aiutare a far calare il numero di incidenti stradali.

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Le infrastrutture

Sia che si tratti del traffico cittadino, extraurbano o su autostrade, spesso una possibile concausa è l’infrastruttura. Anche se la maggior parte degli incidenti stradali è dovuta all’errore umano, talvolta è complice un’infrastruttura inesistente o una condizione carente delle strade.

Indispensabile è l’incremento delle infrastrutture e l’ampliamento e la riparazione sulle strade in ottica di una guida più sicura. L’adeguamento della rete stradale alle reali esigenze ha un’importanza centrale. Nella progettazione delle nuove arterie, l’ingegneria deve avere come obiettivo la “strada intuitiva”. E, naturalmente, sulle carreggiate resta imprescindibile la sorveglianza di chi deve tutelare gli utenti della strada.

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