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Città che abiti, polizza che trovi

23 novembre 2018

Consigli utili

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La polizza incendio/furto può incidere considerevolmente nella valutazione complessiva della nostra RC auto. In attesa di scoprire nei dettagli gli effetti inseriti nella manovra (l’obiettivo dichiarato è quello di diminuire le tariffe Rc auto al Sud) vediamo assieme quali sono i parametri nelle principali città italiane.

Con una semplice ricerca su portali come facile.it i migliori range di prezzo si registrano a Firenze, Genova, Venezia, Bologna e Cagliari.  Nel nostro paese si rilevano ogni anno circa centomila auto rubate, di conseguenza la somma per  ottenere il rimborso del valore dalla propria compagnia varia a seconda del rischio dei furti in una determinata città.
Napoli ad esempio supera Roma del 110% (dove la copertura è pari a 64 euro), del 200% Milano (45 euro) e persino del 280% le città sopracitate. Al di sotto dei 100 euro si posiziona Catania con 74 euro.
Non dovrebbe incidere eppure stando ad una prova effettuata da quattroruote la classe del proprietario pesa anche sul costo della garanzia furto-incendio. Se prendessimo il profilo di un automobilista con la classe di merito pari a 10, a Napoli, Catania e Bari il prezzo salirebbe del 10%. A Roma, Milano e Cagliari, invece, la differenza di tariffa tra una prima e una decima classe di merito è del 25%. Mentre a Torino, un automobilista in decima classe pagherebbe addirittura il 47% in più rispetto ad uno in prima classe.

Al momento secondo i dati forniti dall’Ivaas (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) sul costo medio della polizza RC auto in Italia nelle prime cinque posizioni Aosta è la città dove si paga meno con 292.1 euro seguita da Oristano (293,2), Pordenone (302,9), Campobasso (304,5), Biella (309,0). In fondo alla classifica ci sono invece Massa Carrara, Pistoia, Caserta, Prato e Napoli con 618, 6 euro.

Tornando allo scenario politico da Palazzo Chigi emerge in modo generico la volontà di eliminare “i vincoli di trasferimento della polizza da un assicuratore a un altro”. Una situazione che andrà monitorata nel tempo come sta facendo l’Ania, l’associazione che rappresenta gli assicuratori.

 

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